Il tema dell’architettura per il Ristorante San Martino è anche il tema della rivalorizzazione di una realtà immersa nella campagna veneziana, territorio unico nel suo genere per “timbro” caratteriale.

Il locale è stato oggetto di un intervento radicale al suo interno partito da un’analisi filologica a cui i progettisti hanno dato il titolo di “CURA”. Ed è proprio dalla cura per sé e per gli altri, dalla cura del cibo e dell’accoglienza che nasce un programma teorico prima ancora che architettonico, dove si è inserita la comunicazione visiva apportando altri due concetti “contenuto - contenente” - sintetizzati in segno grafico.

Il progetto pur mantenendo l’unitarietà del luogo, ha nello stesso tempo moltiplicato le sue occasioni d’uso sfruttando il concetto della “separazione momentanea” delle singole aree del Ristorante. In questo modo il San Martino apre a nuove prospettive nelle molteplici esigenze della ristorazione odierna, garantendo una particolare privacy ai clienti.

Questi principi che hanno governato le scelte architettoniche a supporto dell’attività passionale di Michela e Raffaele, indicano ora con la sinuosità delle forme la via verso un sistema di gestione ed adattabilità alle trasformazioni del tempo.

Si tratta in definitiva di un esempio di riqualificazione architettonica portata a nuove funzioni dedicate al cibo che qui “va in scena”, sorretto dallo storico di quattro generazioni della Famiglia Berto. Su due livelli ora legati da un’aurea scala ovoidale che collega  la  cantina con la cucina, il San Martino si presenta appunto con una nuova cura dei suoi spazi.

In ultima analisi se il progetto nasce dall'esigenza di re-interpretare in chiave moderna l’esperienza del godimento del cibo, il principio del “rispetto” ha garantito la costituzione di una sorta di nuovo inizio con caratteristiche paesaggistiche interne, un modello di architettura possibile.

Progetto a cura della: “TA Architettura”
Progetto di comunicazione visiva: “AAG s.r.l.”